YouTube lancia un servizio per trasmettere eventi in diretta

Il portale video più popolare di Internet, YouTube, ha presentato venerdì scorso YouTube Live, un servizio destinato a includere le trasmissioni in diretto alle altre offerte audiovisive dell’impresa.

YouTube di Google.

Si tratta del lanciamento iniziale di un sistema che include strumenti per la ricerca di contenuti, come pure un calendario con gli eventi live che sono programmati nel portale, e la possibilità di sottoscriversi ai contenuti per ricevere degli avvisi ad essi relazionati.

YouTube, uno dei gioielli della corona di Google, ha informato che progressivamente aprirà la piattaforma ad “alcuni soci con account ben valorati” perché possano trasmettere in diretto le loro trasmissioni.

Google, continua, ha l’obiettivo di dare a migliaia di soci la possibilità di trasmettere dal vivo direttamente dai loro canali YouTube. Però, per garantire la qualità del servizio stesso, Google afferma che l’offerta si amplierà di forma regolarizzata.

Finora YouTube aveva trasmesso eventi in diretto solo in casi puntuali, come il concerto degli U2 in California dell’ottobre 2009 e che fu seguito da più di 10 milioni di persone in Internet.

Il lancio di YouTube Live si produce un giorno dopo che la stampa statunitense informasse del piano di Google di volere cominciare a offrire una programmazione televisiva esclusiva per YouTube, e che consistirebbe in una ventina di canali tematici su temi che varierebbero dallo sport all’arte.

I 10 portfolio online più belli (secondo noi)

Uno dei modi più efficaci di promuovere il proprio curriculum è creando un sito web personale in cui mostrare quello che si ha creato, in modo tale che la gente possa vedere immediatamente (o ascoltare) quello di cui siamo capaci.

Per questo motivo si sta assistendo a un proliferare di siti in cui il Personal Branding la fa da padrone:

  • Siti di musicisti, in cui si presentano demo ascoltabili in streaming (o podcast);
  • Siti di fotografi o di cineasti indipendenti od operati video (montatori, grafici 3D…)
  • Siti addirittura di professionisti, come per esempio avvocati, ingegneri o giornalisti, i cui blogs sono per loro anche uno strumento con cui mostrare a potenziali head hunters le loro capacità.

Ma se esiste una “comunità” professionale che sta facendo dei portfolio online una vera e propria scienza e arte, è quella dei disegnatori web. Il motivo è ovvio, sono quelli che meglio conoscono lo strumento. In più, la libertà di lavorare per qualcosa di totalmente loro e la “necessità” di promuoversi, fanno sì che i loro portfolio siano tra le cose più belle da scoprire navigando per Internet.

Qui di seguito vi mostriamo quelli che sono i 10 portfolio online più belli. Sicuramente ne esistono anche altri (non possiamo mica passare tutto il tempo surfeando :) ). Quindi, se avete un portfolio e pensate che possa essere aggiunto a questa lista, allora suggeritecelo in un commento. Visiteremo il vostro sito personale e, se ci piace, lo aggiungeremo.

Josh Sullivan

Adham Dunnaway

Patrick Clynn

David Bushell

Andrew Dotson

Mike Dascola

Breif2Design

Jacob Lee

Dave Mott

Attenzione! Un attacco di malware è in corso.

La impresa specializzata in sicurezza online Websense ha recentemente allertato di un nuovo “attacco cibernetico” masivo, battezzato Lizamoon, che ha già infettatto centinaia di migliaia di siti web, e che si approfitta di un bug di sicurezza per iniettare codice malware in pagine web.

Questa minaccia consiste nel fatto che gli utenti, quando entrano in una pagina web infettata, soffre una redirezione verso un sito di sicurezza online falso, chiamato Windows Stability Center.

Questo sito avvisa l’utente che è stato infettato da vari virus, con lo scopo che si registri e fornisca i suoi dati per scaricare un antivirus ovviamente falso.

Questo attacco, chiamato “Lizamoon” dal nome del primo dominio portatore del virus, non è niente di estremamente sofisticato, facendo uso di un trucco piuttosto ‘antico’, l’iniezione SQL, e si è potuto estendere perché molti servers non filtrano il testo inviato.

Websense afferma che più di 500.000 pagine web hanno un link a ‘lizamoon.com’, secondo i dati di ricerca che si possono estrarre da Google.

Il problema è che esistono per lo meno altri 21 domini che possono affettare altri siti grazie ai links.

Cosa fare? Se si è un utente, semplicemente non fornire dati a siti sospetti e men che meno da Windows Stability Center. Per i proprietari di siti web, di non creare scambi link o creare links editoriali a Lizamoon.

Twitter sta uccidendo gli SMS

Twitter, con i suoi messaggi di 140 caratteri, sta uccidendo gli SMS, il principale reclamo degli “antichi” cellulari, e si sta trasformando nel nuovo re dei messaggini.

Gli SMS, che inizialmente permettevano lo stesso numero di caratteri di Twitter, stanno ormai perdendo definitivamente terreno a vantaggio di Twitter. I motivi sono semplici: i tweets sono più rapidi (connessione a Internet d’alta velocità), più economici (grazie alla tariffa piana) e permettono aggiungere informazioni (links), foto e video.

Twitter conta già con 200 milioni di utenti e ogni giorno se ne aggiungono 450.000 nuovi.

Mentre nel 2008 gli SMS rappresentavano il 12% del ricavo totale delle telecom, in solo due anni questa percentuale è scesa fino all’8%.

Per esempio, nel terzo trimestre del 2010, le TICs fatturarono un totale di 2.178 milioni di euro grazie agli SMS, quasi 600 milioni di euro meno che nello stesso periodo del 2009.

Nel processo di espansione delle reti sociali, la telefonia cellulare è stato un elemento essenziale per creare una necessità che prima non esisteva: quella di rimanere perennemente online. Ed è così che attualizzazioni di stato di Facebook e tweets hanno messo in un angolo l’SMS, una volta onnipresente.

Messaggi che, nel caso dei tweets, rispettano il tradizionale formato dei 140 caratteri e che con gli SMS compartono l’immediatezza, però sono molto più versatili, perché – oltre a poterli arrichire con allegati come immagini e video, possono essere facilmente letti in molti più dispositivi che gli SMS (PC, smartphones, tablets…). La loro versatilità ha fatto sì che Twitter sia ormai tra gli strumenti di comunicazione più popolari al giorno d’oggi.

La coscienza del pianeta.

Con solo cinque anni d’età (compiuti proprio ieri), Twitter possiede più di 200 milioni di utenti, e ha un ritmo di crescita altissimo (450.000 nuovi utenti al giorno).

Anche altre cifre testimoniano la sua inesorabile crescita: da 50 milioni di tweets giornalieri si è ormai giunti ai 140 milioni. E il record di tweets per secondo che si ebbe nel 2009 con la morte di Michael Jackson (456 messaggi per secondo) è stato letteralmente cancellato lo scorso Capodanno in Giappone, con 6.939 tweets ogni secondo.

Anche se Twitter si fondò nel 2007, il suo boom è relativamente recente (due anni). La prima volta che chiamò l’attenzione della grande massa fu durante gli attentati di Mumbai del novembre 2008 e da allora ha assunto anche il ruolo di mezzo di comunicazione che non chiude mai.

Ed è così che nel 2009, durante le rivolte in Iran, la rete sociale fu lo strumento scelto per sfidare la censura permettendo ai suoi utenti di sapere cosa realmente stava accadendo nel loro paese.

Con questo evento, Twitter ha anche assunto un ruolo di “coscienza viva” di ciò che occorre nel pianeta (come hanno confermato le attuali “rivolte” arabe), senza alcun tipo di autocensura, almeno fino ad ora.

Come l’iPad (e i tablet) sono la fonte d’ispirazione per il web design adesso.

Pur se sembra che l’iPad esista da anni, non si è ancora compiuto il primo anno della sua commercializzazione. Eppure, a causa della frenetica velocità che il mondo tablet sta vivendo, non solo possiamo già comprare l’iPad 2, ma anche incominciamo ad avere l’imbarazzo della scelta a causa dei tablets Android di ultima generazione: Motorola, Xoom, Samsung Galaxy Tab. Questi strumenti sono ormai nelle mani di milioni di persone e sono tutti strumenti pensati per navigare in Internet.

Si può tranquillamente dire che il classico concetto di “fold” (ovvero di pagina visibile senza fare scroll) sia ormai da mandare in pensione.

Da un lato, quello PC (desktop e laptop), i monitor da alcuni anni a questa parte hanno incominciato a essere sempre più grandi. Questa novità è stata subito accolta dal web design sin dal 2009 con disegni ampli, che tengono in conto il formato panoramico, immagini di gran formato e background con textures ricche.

Però il processo si è verificato anche nella direzione opposta: schermi sempre più piccoli, come quelli dei netbooks o dei telefoni cellulari intelligenti.

Lo scopo di questo post è di vedere come i web designers hanno reazionato a questo sfida verso il piccolo formato e, in particolare, alla novità del formato medio e alla natura tattile degli schermi dei tablets.

Confermando l’ovvio: Mouse ≠ Dito

Incominciamo dalla più ovvia differenza di usabilità tra PC e Tablets: l’uso delle dita per navigare.

La navigazione sui tablets deve essere più semplice e gli elementi di navigazione più grandi che per un sito pensato per uno schermo tradizionale. Questo significa che i designers devono cercare la miglior soluzione: elementi di navigazione abbastanza grandi per permettere una navigazione fluida nei tablets, ma non così grandi da risultare insulsi sugli schermi tradizionali… oppure creare disegni web esclusivamente pensati per essere usati su tablets.

Fluidità e larghezza

La gran maggioranza degli schermi per PC s’incontrano nella fascia che va dai 15’’ a i 24’’. Alcuni utenti hanno schermi ancora più grandi, ma molto pochi hanno schermi più piccoli. Lo schermo dell’iPad, invece, è di 9,7’’ e con una risoluzione video massima di 1024×768, mentre la maggioranza dei tablets Android ha uno schermo di 7’’.

Sebbene la risoluzione 1024x non sia rara sia per siti sia tablets che PC, la vera differenza tra i due strumenti è la fluidità propria dei tablets con accelerometro incluso. Per esempio, l’iPad realizza scala i siti a con una buona fluidità per far sì che, ruotandolo, possano “entrare” nei 768 pixels di larghezza, oppure si serve delle funzioni built-in del disegno del sito.

Però, questo non elimina il problema che ogni web designer ha di sapere in che contesto un utente visualizzerà il suo sito sul suo tablet. La domanda è: che soluzione dare a questo problema? La principale soluzione sono i metodi di disegno adattativo, per cui si mostra un determinato disegno via CSS dipendendo del dispositivo in cui si visualizza.

Un esempio di ottima visualizzazione su iPad, tanto in formato orizzontale che verticale, è il sito della CNN. Il problema è che non esiste solo l’iPad, ma un’enorme varietà di dispositivi tutti diversi l’uno dall’altro. L’uso di metodi CSS/JavaScript adattabili è perfetto quando si ha a che fare con pochi dispositivi, ma è un incubo quando questi sono in sostanza infiniti.

Per questo motivo, i layout fluidi saranno quelli che molto probabilmente diventeranno più comuni, poiché si adattano automaticamente alle differenti risoluzioni video e non necessitano la creazione di fogli di stile differenti.

Il fold che svanisce

Come detto prima, la presenza degli accelerometri nei tablets fa sì che non esista una risoluzione video definita. Grazie ad essi, cambiare risoluzione è un gioco da ragazzi e questo ha come conseguenza che il fold fisso in pratica scompare come concetto.

Per chi non lo sapesse, il fold corrisponde a quella linea immaginaria al di là della quale un utente non vede il resto della pagina visibile sul suo schermo senza dover fare scroll con il mouse. È un termine preso in prestito dalla stampa tradizionale, per cui quando si piega un giornale per esporlo nell’edicola, si vede solamente la parte superiore della sua prima pagina.

Adesso, grazie anche all’esplosione dell’internet mobile, il fold è ormai un concetto fin troppo variabile.

Tecnologie in declino

Forse lo sapete già. A Apple non piace Flash. Nessun dispositivo con sistema operativo iOs integra Flash di Adobe o permette installarlo. Questo significa che ogni sito, pagina od oggetto che esiste in Internet e che è costruito con tecnologia Flash è semplicemente invisibile su un iPad.

Bisogna poi anche dire che Flash non è più utilizzato come fino a pochi anni fa, anche se è altrettanto corretto riconoscere che si usa ancora in numerose occasioni per la creazione di elementi rich-media in una pagina. Per esempio, molti siti usano Flash per pubblicare video. Ma anche in questo ambito, Flash sta cedendo terreno a tecnologie più nuove, come HTML5 che ormai si sta integrando in siti come YouTube.

Ed è proprio HTML5 la tecnologia che Apple prefiere, e il caso citato di YouTube, ma anche la sostituzione di Flash con HTML5 da parte di siti importanti come CNET, è un chiaro segnale che stiamo assistendo al tramonto di una tecnologia a vantaggio di un’altra.

4 consigli per disegnare un sito per tablets

Disegnare un sito per il suo uso sui tablets è come passare dalla matita all’evidenziatore.

Tipografia piacevole

La tipografia di piccole dimensioni semplicemente non è leggibile su un tablet. Certo, si può fare zoom, ma questo non toglie il fatto che il loro uso complica l’esperienza degli utenti.

Allo stesso modo, anche la tipografia troppo grande può essere controproducente in un tablet, perché obbliga gli utenti a fare costantemente lo scroll della pagina per completarne la lettura/visione.

La soluzione però non è solamente trovare il giusto mezzo. No, si tratta di trovare la corretta armonia tra font, dimensione, altezza di linea e lunghezza di linea.

Bottoni usabili

Il motivo è ovvio. Icone 16px per16px non sono l’ideale in un tablet, dove il mouse è sostituito dal dito e questo può facilmente cliccare su un’area di circa 20px.

Però, come nel caso dei caratteri, questo non significa che i bottoni debbano per forza essere enormi.

Solo le texture e ombre necessarie

Per necessari intendiamo dire di usare texture e gradienti per creare effetti che siano realmente un vantaggio per l’usabilità del sito.

Per esempio, un bottone potrebbe avere una leggera ombra per dargli un aspetto di “cliccabilità”. La texture dello sfondo della pagina potrebbe essere utilizzata per risaltare meglio il body.

Ovvero: usate il senso comune. Se la texture o l’ombra non apportano un reale valore aggiunto, allora non utilizziamola.

Layout meno complessi, layout migliori

Con meno complessi non vogliamo dire meno colonne, meno varietà o griglie meno interessanti. Con complicato indichiamo, ancora una volta, che offra una scarsa usabilità, per esempio obbligando gli utenti a continui zoom in e zoom out.

Con migliori vogliamo invece dire meglio pensati. Se il nostro sito fa un gran uso di immagini, per esempio, allora dobbiamo pensare a come esaltare quelle stesse immagini.

I siti web per tablets sono più leggeri, minimalisti quasi. Tutti quegli elementi che riempono i nostri siti “tradizionali”, su questi dispositivi semplicemente complicano la vita: data, tags, categorie, icone social sharing… no, lasciate più spazio possibile a ciò che più importa, il vostro contenuto.

Esempi di siti iPad ready

I siti che presentiamo qui sotto hanno saputo benissimo adattarsi al nuovo formato: sono preparati per il flip di visualizzazione (da verticale a orizzontale e viceversa), fanno uso di HTML5, rispondono positivamente ai quattro consigli che abbiamo prima suggerito.

Nike

Apple

iTunes Movie Trailers

BBC iPlayer

SPIN

GMail

Google riconosce di avere utilizzato “white lists” per compensare gli effetti del suo algoritmo.

Google ha ammesso che durante la messa in marcia del suo ultimo update (Panda o Farmer Update) si servì di “white lists” per modificare manualmente il proprio algoritmo di ricerca. L’ammissione è stata fatta da Matt Cutts, il capo dell’area antispam di Google a Search Marketing Expo West il fine settimana scorso.

Matt Cutts, infatti, ha parlato di “liste d’eccezione”, che inizialmente erano state negate da Google stessa anche perché questo argomento è tra quelli utilizzati contro di lei nelle cause aperte presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea.  Continua a leggere

Dove sono finiti i miei clienti?

Puoi cantare nel coro più grande del mondo. Puoi dirigere il film con il maggior numero di registi del mondo. Puoi suonare insieme ad altri mille musicisti. Dietro al coro multitudinario non c’è Quincy Jones, ma Nocilla (la Nutella spagnola). Dietro al film “cooperativo” non si nasconde Ridley Scott, ma la marca di birra Mahou; e il supermix musicale è sponsorizzato da Ballantine. In ogni caso il mezzo di unione tra Brand e pubblico è Internet, o meglio, le reti sociali, con le raccomandazioni tra amici e la sua riproduzione virale. Continua a leggere

7 utili risorse per apprendere HTML 5

Sebbene HTML5 è ancora “relativamente” nuovo, è senza alcun dubbio il linguaggio di moda. E a ben ragione, perché è lo standard che i migliori disegnatori e programmatori web stanno adottando e che, pertanto, è il linguaggio principe con cui i siti web da qui nei prossimi mesi saranno realizzati.

Consideriamo quindi utile che ogni disegnatore web, professionista o semplicemente appassionato che sia, incominci seriamente a studiarlo.

Per questo abbiamo raccolto 7 utili risorse per apprendere HTML 5. Continua a leggere

Gli Europei e Internet

ComScore ha pubblicato uno studio sull’anno digitale in Europa, con il quale cerca di spiegare qual’è la relazione che gli europei hanno con Internet e le tecnologie mobile e, così, presentando una descrizione del panorama digitale europeo attraverso l’analisi dell’uso di Internet, delle tendenze nelle reti sociali, del consumo di video online e la telefonia mobile.

Secondo il ComScore 2010 European Digital Year in Review, gli europei passano in media l’equivalente di un giorno (24,20 ore) al mese navigando su Internet. Gli olandesi e i britannici sono coloro che maggior tempo passano online, con 31,39 e 30,38 ore rispettivamente.

Invece, l’Austria è il paese in cui è minore la penetrazione delle reti sociali. Continua a leggere

Regole base per creare un sito multilingue.

L’avvento di Internet è senza dubbio una delle cause che hanno facilitato la globalizzazione attuale. Al contrario degli strumenti di marketing tradizionali, i siti web raggiungono potenzialmente un’audience molto più amplia, e offrono a chi lo desidera una piattaforma globale con cui promuoversi.

Ed è proprio per questo motivo che sta diventando sempre più importane creare un sito web, che abbia in mente un pubblico internazionale.

Internet è sicuramente il miglior alleato per tutte quelle imprese che si muovono in un ambito di mercato globale o che vogliono espandersi in nuovi mercati.

Perciò è necessario che il sito web deve essere capito (e piacere) non solo agli utenti “di casa nostra”, ma in maniera indistinta da dove viva colui che lo visita.

Oltre alle classiche azioni di targeting dei nuovi mercati (e che qui non sono prese in considerazione… è un post, non un libro di marketing!), sì possiamo descrivere alcuni punti che sono a nostro parere cruciali per permettere a un sito di raggiungere tutto il suo potenziale. Tra questi punti incontriamo il disegno grafico del sito, l’uso degli strumenti corretti, l’attenzione alle immagini che si usano e la localizzazione dei contenuti del sito.

Incominciamo! Continua a leggere