Hijacking: il dirottamento pirata

Senza gli accorgimenti giusti, navigare in Internet può essere spiacevole e anche molto   rischioso. Spesso basta un click per ritrovarsi sommersi da finestre pop-up aperte dal sito che stiamo visitando; in generale qualche finestra può essere tranquillamente tollerata, ma in questi ultimi tempi si sta assistendo ad un fenomeno preoccupante. Ad oggi l’utente non ha la possibilità di evitare certi collegamenti, anzi, si ritrova obbligato a visitare determinate pagine contro la sua volontà. Questa particolare tecnica, chiamata Browser Hijacking (dirottamente del browser), permette ai cracker di apportare una serie di modifiche al computer-bersaglio; in questo modo si assicurano che la loro pagina venga visitata, incrementando scorrettamente il numero di accessi e di click diretti al loro sito.

Attraverso questi espedienti è possibile, per esempio, aumentare i guadagni dovuti alle inserzioni pubblicitarie attraverso l’utilizzo dei banner etc. Le azioni di hijacking possono essere più o meno compromettenti per chi le subisce. I cracker sono in grado di modificare la pagina iniziale del browser, sostituendola con quella del sito prescelto da loro, manomettendolo in modo che non ci sia possibile ripristinarla manualmente. Ogni nostro tentativo di modifica, infatti, verrà inibito o successivamente annullato attraverso differenti tecniche, quali: la modifica del registro di sistema, che reimposta la pagina desiderata dal cracker ad ogni avvio del browser; l’installazione di un programma che modifica automaticamente le impostazioni ad ogni avvio del computer; la manomissione e l’eliminazione dal menù di Internet Explorer delle opzioni relative all’impostazione della pagina iniziale. Anche la nostra pagina di ricerca può essere presa di mira dai dirottatori; è possibile, per esempio, venir dirottati su di un sito predefinito ogni volta che si digiti per errore l’indirizzo di un sito inesistente.

Altre azioni di hijacking molto sgradevoli ed invadenti riguardano  la creazione di finestre pop-up che appaiono durante la normale navigazione. Queste finestre però non sono aperte dal sito visitato, ma dal nostro browser controllato dall’hijacker. Questo è possibile attraverso degli oggetti attivati da IE, chiamati Browser Helper Objects. I BHO altro non sono che plugin sotto forma di DLL (Dynamic-link library), che vengono utilizzati allo scopo di danneggiare l’utente e la sua  privacy. Attraverso questo sistema, non solo verranno aperte queste finestre pop-up, ma anche la nostra attività sul web verrà monitorata, con lo scopo, per esempio, di personalizzare il messaggio pubblicitario al fine di catturare il nostro interesse. Questa tipologia di oggetti non ha necessariamente un’interfaccia grafica, ciò rende ancor più complesso identificare la loro presenza ed eventualmente eliminarli, soprattutto se non si hanno a disposizione gli strumenti e le conoscenze informatiche necessarie.

Elencati i principali attacchi ai quali fanno ricorso gli hijacker, non resta che discutere dell’atteggiamento degli utenti che spesso li rende facili bersagli del dirottamento. Troppo spesso, per distrazione o superficialità, clicchiamo e confermiamo download e controlli Activex, che risultano essere una via di accesso privilegiata per gli hijacker. È consigliabile disabilitare completamente il download di Activex, anche se dotati di firma elettronica. Nel caso il download fosse ritenuto necessario, è preferibile informarsi prima circa le contromisure da attuare per prevenire attacchi di dirottamento del browser.

A questo proposito è utile  sapere che spesso questi moduli/oggetti dannosi, che siano BHO o browser hijacker, sono classificati come Trojan o come Spyware, a causa delle tecniche usate per installarli nei nostri sistemi. Per difendersi da questi attacchi è utile tenere sempre aggiornato l’antivirus, ma spesso non è una contromisura sufficiente; si può allora utilizzare un programma antispyware, disponibili anche gratuitamente sul web.

Domini di primo livello

Grazie all’impegno dell’Icann, l’ente internazionale no profit che si occupa di assegnare e controllare gli indirizzi IP, dal 12 Gennaio 2012 è possibile registrare qualsiasi suffisso, o quasi, per creare nuovi domini di primo livello.

Abbiamo già discusso nel nostro precedente articolo, di quanto sia importante trovare il giusto nome e di come sia difficile che quello desiderato sia disponibile; a questo proposito l’estensione dei suffissi amplia le possibilità di scelta, va incontro alle esigenze della clientela e dà la possibilità di distinguere e suddividere i domini in categorie differenti.

Ma non solo. L’Icann ha tenuto in considerazione anche altri vantaggi di cui beneficeranno non solo i cittadini privati, ma anche i comuni, le istituzioni e le aziende. Queste ultime, con i domini di primo livello (per esempio .ford, .cocacola) daranno maggior visibilità al marchio aziendale, beneficiando dei vantaggi pubblicitari che questo comporta.

Questa nuova iniziativa ha creato non poche perplessità. Ne è un esempio la richiesta di 26 istituzioni mondiali, tra cui l’Onu e il Fondo Monetario Internazionale, di non permettere a persone non appartenenti alle istituzioni interessate, la creazione e registrazione di domini inerenti (per esempio .un o .imf).

Ciò che invece potrebbe allarmare i cittadini privati, è la creazione di eventuali siti “copia” di originali (per esempio Amazon.comm invece di Amazon.com), che potrebbero trarre in inganno e truffare i poco pratici del web. L’Icann rassicura i dubbiosi, portando due argomentazioni  principali a sostegno dell’ampliamento dei suffissi: innanzitutto il costo elevatissimo per la registrazione di un dominio (185.000 dollari, più di 130.000 euro e il rinnovo annuale), che dovrebbe scoraggiare i malintenzionati; infine l’impegno a controllare che solo chi dimostrerà una precisa corrispondenza al dominio richiesto potrà compiere la registrazione.

Domini – il valore del giusto nome

Quando si prova a registrare un nuovo nome a dominio con le estensioni più importanti (.com, .net, .it, …) capita sempre più spesso che quello desiderato non sia più disponibile; e non è detto che le alternative valide proposte dai vari tool di creative naming siano realmente valide.

Disporre del nome a dominio “giusto” costituisce, d’altra parte, un fattore chiave per il successo di un sito web. Le caratteristiche semantiche del nome sono infatti determinanti sia per favorire il posizionamento sui motori di ricerca sia per favorire la memorabilità da parte degli utenti, che in stragrande maggioranza continuano ad accedere ai siti web digitando direttamente il loro nome.

Per questi motivi negli ultimi anni si è sviluppato un vero e proprio mercato secondario dei nomi a dominio, in cui è possibile acquistare e vendere domini a prezzi anche decisamente superiori ai costi originari di registrazione.

Un dominio già occupato può costare anche diverse migliaia di euro, Per facilitare questi scambi, Trovanome ha creato una VETRINA in cui i domini possono essere presentati ai potenziali compratori.  I domini possono essere messi all’asta o si può indicare il loro prezzo di vendita; i proprietari ricevono automaticamente le offerte dei potenziali compratori; Trovanome assicura la regolarità dei pagamenti e del trasferimento dei domini.

Il servizio VETRINA viene offerto GRATIS ai clienti di Trovanome.

Coca Cola & CocaColla – bagarre web

Nato nel 2010 con pochi mezzi grazie a cinque catanesi che lavorano nella pubblicità, il blog CocaColla, che si occupa di arte, design, tendenze e nuove forme di cultura, è salito in questi giorni agli onori della cronaca per aver ricevuto una particolare lettera che ha suscitato la rabbia degli internauti: quella di Coca Cola.

La multinazionale delle bevande ha infatti sporto una diffida contro il blog a causa del suo nome, secondo i legali del colosso americano troppo simile a quello del celebre prodotto e che potrebbe causare confusione tra i consumatori, anche se in realtà è a detta dei suoi ideatori solo una simpatica e innocua provocazione. Al fine di fermare il dominio italiano, Coca Cola Company avrebbe anche minacciato quest’ultimo di ricorrere a vie legali.

Tuttavia, dopo aver realizzato che in materia di proprietà intellettuale la legge italiana sarebbe in linea con le richieste di Coca Cola, come scritto sulla loro ultima pagina i cinque blogger siciliani hanno deciso di alzare bandiera bianca per evitare la battaglia legale con la multinazionale, dichiarando di non essere in grado di sostenerla non solo per motivi economici, annunciando quindi la chiusura del loro spazio web.

A nulla sembra sia servito il supporto dei tanti sostenitori, ma nonostante tutto i fautori di CocaColla si ritengono soddisfatti e orgogliosi di come siano andate le cose: lavorando nel mondo della pubblicità descrivono l’accaduto come un’enorme campagna di marketing virale che può aver fatto loro solo che bene, asserendo di aver dato vita con pochissimi mezzi ad una bagarre mediatica contro uno dei colossi economici più imponenti al mondo, generando quindi una notizia circolata ovunque nel web in brevissimo tempo.

La loro intenzione è inoltre di tornare con un nuovo spazio online, con un nome diverso (da loro già scelto) ma dai contenuti irriverenti e alternativi di sempre se non più di quanto lo siano stati finora. Non tutto è ancora perduto ed il popolo del web confida in loro.

Trovanome lancia il nuovo servizio eCommerce

Negli ultimi anni sono sempre più le aziende che “scoprono” il commercio elettronico e desiderano vendere i loro prodotti  e servizi online,

Trovanome offre da diversi anni  diverse soluzioni tailor made per la costruzione e la gestione di Negozi Online professionali.

Entrare nel mondo dell’eCommerce non è però semplicissimo  e spesso i costi per costruire un proprio negozio online  risultano eccessivi per piccole aziende che vogliono anzitutto “sperimentare” questo nuovo canale di vendita.

Proprio pensando a questa tipologia di clienti, Trovanome ha lanciato il nuovo servizio di eCommerce Sitonline. Questo servizio permette di trasformare un sito web in un vero e proprio negozio online, patrimonio spendendo solo € 50 all’anno.

Le funzionalità principali  del nuovo servizio eCommerce Sitonline di Trovanome sono:

  • Catalogo prodotti/servizi
  • Infinite categorie merceologiche
  • Organizzazione gerarchica delle categorie
  • Schede prodotto con galleria multimmagine
  • Carrello prodotti
  • Sistema di pagamento Paypal integrato (utilizzabile anche per pagamenti con carta di credito)

Nuovo servizio Intro+Music per Trovanome

Avete sempre invidiato le pagine introduttive dei grandi siti professionali?

Non volete spendere uno “sproposito” per farvi costruire qualcosa che poi non potete più cambiare?

Trovanome ha la risposta giusta.

La vasta gamma di servizi di Trovanome si arricchisce oggi di una nuova perla: Intro+Music, è il servizio grazie al quale  anche il vostro sito potrà sfoggiare una pagina di introduzione professionale, che certamente non avrà nulla da invidiare a quella che avete sempre sognato. Semplice da usare, versatile e immediata, la vostra intro page sarà completamente configurabile e gestibile, dandovi la possibilità di inserire liberamente testi, immagini, video e musica di sottofondo potrai fare tutto ciò  in pochi minuti, pochi click e modiche spendendo solo € 25 una tantum.

Le potenzialità del servizio vi daranno la possibilità di:

  • Aggiungere una Copertina completamente configurabile
  • Scegliere il colore di sfondo
  • Inserire Video o Immagini cliccabili
  • Inserire e formattare Titoli e Testi di Dettaglio
  • Inserire una Colonna Sonora a scelta
  • Attivare o disattivare la Colonna Sonora
  • Scegliere la modalità di esecuzione della Colonna Sonora

INTRO+MUSIC di Trovanome è l’occasione che aspettavi per aggiungere al tuo sito web una pagina web dinamica e di grande impatto!

Attenzione! Un attacco di malware è in corso.

La impresa specializzata in sicurezza online Websense ha recentemente allertato di un nuovo “attacco cibernetico” masivo, battezzato Lizamoon, che ha già infettatto centinaia di migliaia di siti web, e che si approfitta di un bug di sicurezza per iniettare codice malware in pagine web.

Questa minaccia consiste nel fatto che gli utenti, quando entrano in una pagina web infettata, soffre una redirezione verso un sito di sicurezza online falso, chiamato Windows Stability Center.

Questo sito avvisa l’utente che è stato infettato da vari virus, con lo scopo che si registri e fornisca i suoi dati per scaricare un antivirus ovviamente falso.

Questo attacco, chiamato “Lizamoon” dal nome del primo dominio portatore del virus, non è niente di estremamente sofisticato, facendo uso di un trucco piuttosto ‘antico’, l’iniezione SQL, e si è potuto estendere perché molti servers non filtrano il testo inviato.

Websense afferma che più di 500.000 pagine web hanno un link a ‘lizamoon.com’, secondo i dati di ricerca che si possono estrarre da Google.

Il problema è che esistono per lo meno altri 21 domini che possono affettare altri siti grazie ai links.

Cosa fare? Se si è un utente, semplicemente non fornire dati a siti sospetti e men che meno da Windows Stability Center. Per i proprietari di siti web, di non creare scambi link o creare links editoriali a Lizamoon.

Gli Europei e Internet

ComScore ha pubblicato uno studio sull’anno digitale in Europa, con il quale cerca di spiegare qual’è la relazione che gli europei hanno con Internet e le tecnologie mobile e, così, presentando una descrizione del panorama digitale europeo attraverso l’analisi dell’uso di Internet, delle tendenze nelle reti sociali, del consumo di video online e la telefonia mobile.

Secondo il ComScore 2010 European Digital Year in Review, gli europei passano in media l’equivalente di un giorno (24,20 ore) al mese navigando su Internet. Gli olandesi e i britannici sono coloro che maggior tempo passano online, con 31,39 e 30,38 ore rispettivamente.

Invece, l’Austria è il paese in cui è minore la penetrazione delle reti sociali. Continua a leggere

Brutalmente onesti: la maggioranza dei siti delle imprese italiane è da buttare.

Diciamoci la verità, la gran maggioranza delle piccole e medie imprese italiane non hanno ancora capito bene quanto è importante non solo avere un sito web, ma anche fare di esso una vera fonte di nuovi potenziali clienti.

Inoltre, forse per ignoranza o per superficialità con cui si affronta l’aspetto online della propria attività, la gran maggioranza dei siti aziendali:

  1. posseggono tuttora una pessima qualità grafica;
  2. sono riempiti con contenuti che furono pensati per altri supporti (cataloghi, brochures, video promozionali, etc. etc.);
  3. sono realizzati con sistemi che impediscono ai motori di ricerca di indicizzarli adeguatamente e, soprattutto;
  4. sono dopo poco tempo abbandonati a se stessi e per nulla promossi con le dovute azioni di marketing online.

Quali linee guida dovrebbe perciò seguire una piccola/media impresa quando decide di utilizzare seriamente tutti gli strumenti che Internet le offre? Continua a leggere

Assegnati gli ultimi cinque blocchi di direzioni in Internet.

IANA (l’Autorità per l’Assegnazione dei Numeri di Internet, nella sua sigla in inglese), ha già assegnato gli ultimi cinque blocchi di direzioni in Internet IPv4 a cinque registratori regionali di Internet (RIR), incaricati a loro volta di distribuire questi numeri ai numerosi fornitori di servizi e a quelle compagnie che hanno bisogno di direzioni IP.

Questi cinque blocchi di direzione sono stati assegnati automaticamente a ognuno dei registri RIR, poiché erano gli ultimi IPv4 disponibili. Ogni blocco possiede 16,8 milioni di prefissi di 8 bits (/8).

Quando, però, termineranno le IPv4? In realtà è difficile anticiparlo, tenendo in conto che esistono regioni, come l’asiatica, che la domanda di nuove direzioni IP è molto maggiore che altre, come è il caso del continente africano.

È difficile prevedere quanto tempo passerà prima che questi clienti potenziali delle direzioni IPv4 non potranno ottenerli facilmente. Alcuni fornitori di servizio potrebbero rimanere senza direzioni IPv4 questa stessa estate. Per farci un’idea, lo scorso anno ogni RIR assegno 19 blocchi di direzioni IP completi. Continua a leggere