Coca Cola & CocaColla – bagarre web

Nato nel 2010 con pochi mezzi grazie a cinque catanesi che lavorano nella pubblicità, il blog CocaColla, che si occupa di arte, design, tendenze e nuove forme di cultura, è salito in questi giorni agli onori della cronaca per aver ricevuto una particolare lettera che ha suscitato la rabbia degli internauti: quella di Coca Cola.

La multinazionale delle bevande ha infatti sporto una diffida contro il blog a causa del suo nome, secondo i legali del colosso americano troppo simile a quello del celebre prodotto e che potrebbe causare confusione tra i consumatori, anche se in realtà è a detta dei suoi ideatori solo una simpatica e innocua provocazione. Al fine di fermare il dominio italiano, Coca Cola Company avrebbe anche minacciato quest’ultimo di ricorrere a vie legali.

Tuttavia, dopo aver realizzato che in materia di proprietà intellettuale la legge italiana sarebbe in linea con le richieste di Coca Cola, come scritto sulla loro ultima pagina i cinque blogger siciliani hanno deciso di alzare bandiera bianca per evitare la battaglia legale con la multinazionale, dichiarando di non essere in grado di sostenerla non solo per motivi economici, annunciando quindi la chiusura del loro spazio web.

A nulla sembra sia servito il supporto dei tanti sostenitori, ma nonostante tutto i fautori di CocaColla si ritengono soddisfatti e orgogliosi di come siano andate le cose: lavorando nel mondo della pubblicità descrivono l’accaduto come un’enorme campagna di marketing virale che può aver fatto loro solo che bene, asserendo di aver dato vita con pochissimi mezzi ad una bagarre mediatica contro uno dei colossi economici più imponenti al mondo, generando quindi una notizia circolata ovunque nel web in brevissimo tempo.

La loro intenzione è inoltre di tornare con un nuovo spazio online, con un nome diverso (da loro già scelto) ma dai contenuti irriverenti e alternativi di sempre se non più di quanto lo siano stati finora. Non tutto è ancora perduto ed il popolo del web confida in loro.

Trovanome lancia il nuovo servizio eCommerce

Negli ultimi anni sono sempre più le aziende che “scoprono” il commercio elettronico e desiderano vendere i loro prodotti  e servizi online,

Trovanome offre da diversi anni  diverse soluzioni tailor made per la costruzione e la gestione di Negozi Online professionali.

Entrare nel mondo dell’eCommerce non è però semplicissimo  e spesso i costi per costruire un proprio negozio online  risultano eccessivi per piccole aziende che vogliono anzitutto “sperimentare” questo nuovo canale di vendita.

Proprio pensando a questa tipologia di clienti, Trovanome ha lanciato il nuovo servizio di eCommerce Sitonline. Questo servizio permette di trasformare un sito web in un vero e proprio negozio online, patrimonio spendendo solo € 50 all’anno.

Le funzionalità principali  del nuovo servizio eCommerce Sitonline di Trovanome sono:

  • Catalogo prodotti/servizi
  • Infinite categorie merceologiche
  • Organizzazione gerarchica delle categorie
  • Schede prodotto con galleria multimmagine
  • Carrello prodotti
  • Sistema di pagamento Paypal integrato (utilizzabile anche per pagamenti con carta di credito)

La crisi non intacca l’eBusiness, investimenti raddoppiati nel 2011

Decisamente in controtendenza rispetto alla situazione economica generale, l’eBusiness continua a crescere a ritmi vertiginosi. Sono in particolare i settori dell’eCommerce, dei social media e dell’online entertainment a trainare questa crescita, con un incremento degli investimenti quasi raddoppiati nel 2011 (+ 79% in Italia)

Diverse e variegate sono le ragioni che alimentano questo boom.

Anzitutto l’abitudine crescente da parte dei consumatori ad utilizzare il web non solo per concludere effettivamente l’acquisto, ma anche per acquisire maggiori e più dettagliate informazioni sui prodotti. Internet, sotto questo profilo, rappresenta uno strumento quasi perfetto: nessun commesso di un negozio tradizionale  conosce tutti i dettagli che possono essere “raccontati” su un pagina web ben costruita. E nessun commesso è sempre  tanto disponibile e tanto… di buon umore.

Correlata a tale funzione è anche la crescente diffusione degli strumenti interattivi, grazie ai quali l’informazione tecnica assume una dimensione “sociale” ed una valenza referenziante. La crescente diffusione di forum, blog e community offre importanti occasioni di “ripetizione” ed amplificazione delle informazioni originarie: in costante aumento sono coloro che condividono online le proprie esperienze riguardanti i prodotti (positive o negative che siano) con altri consumatori. Aumentano perciò gli investimenti delle aziende nel web marketing, soprattutto per le seguenti attività:

  • Ottimizzazione del proprio sito su Google e altri motori di ricerca
  • Condivisione di video promozionali su Youtube e altre piattaforme di video sarin
  • Display advertising
  • Usabilità e ottimizzazione del proprio sito su piattaforme mobili

Continuano infine a ridursi le barriere per l’accesso all’eCommerce.

La maggior disponibilità ed i costi decrescenti delle connessioni a banda larga sono certamente il fattore abilitante più importante, sia per i negozianti che per i consumatori finali. Ma anche la maggior sicurezza dei sistemi di pagamento online e le varie tecnologie antiphishing contribuiscono a facilitare l’approdo di nuovi utenti ed il moltiplicarsi degli investimenti.

YouTube lancia un servizio per trasmettere eventi in diretta

Il portale video più popolare di Internet, YouTube, ha presentato venerdì scorso YouTube Live, un servizio destinato a includere le trasmissioni in diretto alle altre offerte audiovisive dell’impresa.

YouTube di Google.

Si tratta del lanciamento iniziale di un sistema che include strumenti per la ricerca di contenuti, come pure un calendario con gli eventi live che sono programmati nel portale, e la possibilità di sottoscriversi ai contenuti per ricevere degli avvisi ad essi relazionati.

YouTube, uno dei gioielli della corona di Google, ha informato che progressivamente aprirà la piattaforma ad “alcuni soci con account ben valorati” perché possano trasmettere in diretto le loro trasmissioni.

Google, continua, ha l’obiettivo di dare a migliaia di soci la possibilità di trasmettere dal vivo direttamente dai loro canali YouTube. Però, per garantire la qualità del servizio stesso, Google afferma che l’offerta si amplierà di forma regolarizzata.

Finora YouTube aveva trasmesso eventi in diretto solo in casi puntuali, come il concerto degli U2 in California dell’ottobre 2009 e che fu seguito da più di 10 milioni di persone in Internet.

Il lancio di YouTube Live si produce un giorno dopo che la stampa statunitense informasse del piano di Google di volere cominciare a offrire una programmazione televisiva esclusiva per YouTube, e che consistirebbe in una ventina di canali tematici su temi che varierebbero dallo sport all’arte.

Twitter sta uccidendo gli SMS

Twitter, con i suoi messaggi di 140 caratteri, sta uccidendo gli SMS, il principale reclamo degli “antichi” cellulari, e si sta trasformando nel nuovo re dei messaggini.

Gli SMS, che inizialmente permettevano lo stesso numero di caratteri di Twitter, stanno ormai perdendo definitivamente terreno a vantaggio di Twitter. I motivi sono semplici: i tweets sono più rapidi (connessione a Internet d’alta velocità), più economici (grazie alla tariffa piana) e permettono aggiungere informazioni (links), foto e video.

Twitter conta già con 200 milioni di utenti e ogni giorno se ne aggiungono 450.000 nuovi.

Mentre nel 2008 gli SMS rappresentavano il 12% del ricavo totale delle telecom, in solo due anni questa percentuale è scesa fino all’8%.

Per esempio, nel terzo trimestre del 2010, le TICs fatturarono un totale di 2.178 milioni di euro grazie agli SMS, quasi 600 milioni di euro meno che nello stesso periodo del 2009.

Nel processo di espansione delle reti sociali, la telefonia cellulare è stato un elemento essenziale per creare una necessità che prima non esisteva: quella di rimanere perennemente online. Ed è così che attualizzazioni di stato di Facebook e tweets hanno messo in un angolo l’SMS, una volta onnipresente.

Messaggi che, nel caso dei tweets, rispettano il tradizionale formato dei 140 caratteri e che con gli SMS compartono l’immediatezza, però sono molto più versatili, perché – oltre a poterli arrichire con allegati come immagini e video, possono essere facilmente letti in molti più dispositivi che gli SMS (PC, smartphones, tablets…). La loro versatilità ha fatto sì che Twitter sia ormai tra gli strumenti di comunicazione più popolari al giorno d’oggi.

La coscienza del pianeta.

Con solo cinque anni d’età (compiuti proprio ieri), Twitter possiede più di 200 milioni di utenti, e ha un ritmo di crescita altissimo (450.000 nuovi utenti al giorno).

Anche altre cifre testimoniano la sua inesorabile crescita: da 50 milioni di tweets giornalieri si è ormai giunti ai 140 milioni. E il record di tweets per secondo che si ebbe nel 2009 con la morte di Michael Jackson (456 messaggi per secondo) è stato letteralmente cancellato lo scorso Capodanno in Giappone, con 6.939 tweets ogni secondo.

Anche se Twitter si fondò nel 2007, il suo boom è relativamente recente (due anni). La prima volta che chiamò l’attenzione della grande massa fu durante gli attentati di Mumbai del novembre 2008 e da allora ha assunto anche il ruolo di mezzo di comunicazione che non chiude mai.

Ed è così che nel 2009, durante le rivolte in Iran, la rete sociale fu lo strumento scelto per sfidare la censura permettendo ai suoi utenti di sapere cosa realmente stava accadendo nel loro paese.

Con questo evento, Twitter ha anche assunto un ruolo di “coscienza viva” di ciò che occorre nel pianeta (come hanno confermato le attuali “rivolte” arabe), senza alcun tipo di autocensura, almeno fino ad ora.

Google riconosce di avere utilizzato “white lists” per compensare gli effetti del suo algoritmo.

Google ha ammesso che durante la messa in marcia del suo ultimo update (Panda o Farmer Update) si servì di “white lists” per modificare manualmente il proprio algoritmo di ricerca. L’ammissione è stata fatta da Matt Cutts, il capo dell’area antispam di Google a Search Marketing Expo West il fine settimana scorso.

Matt Cutts, infatti, ha parlato di “liste d’eccezione”, che inizialmente erano state negate da Google stessa anche perché questo argomento è tra quelli utilizzati contro di lei nelle cause aperte presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea.  Continua a leggere

Dove sono finiti i miei clienti?

Puoi cantare nel coro più grande del mondo. Puoi dirigere il film con il maggior numero di registi del mondo. Puoi suonare insieme ad altri mille musicisti. Dietro al coro multitudinario non c’è Quincy Jones, ma Nocilla (la Nutella spagnola). Dietro al film “cooperativo” non si nasconde Ridley Scott, ma la marca di birra Mahou; e il supermix musicale è sponsorizzato da Ballantine. In ogni caso il mezzo di unione tra Brand e pubblico è Internet, o meglio, le reti sociali, con le raccomandazioni tra amici e la sua riproduzione virale. Continua a leggere