Città, regioni, brand… tutti sperano ottenere una propria estensione di dominio grazie all’estensione in discussione presso ICANN.
Sono circa 500 i nuovi domini che ICANN, l’organismo internazionale incaricato di autorizzare e amministrare le estensioni di dominio in Internet, dovrà esaminerà se oggi a Cartagena de Indias (Colombia) si approva la creazione di nuovi domini generici. Attualmente ne esistono venti, essendo il .com, .net, .org i più comuni.
Il consenso sembra essere esistente rispetto a domini di città o di comunità sociali, però non è così nel caso di Marchi commerciali. Per esempio, il dominio .orange se lo disputerebbero i produttori di arance, la contea omonima e l’operatore telefonico.
Se non si prende in considerazione l’internazionalizzazione dei domini già esistenti (in cirillico, cinese mandarino e arabo, per esempio), l’ultima volta che ICANN approvò nuovi domini generici fu nel 2003, quando accetto il .cat per la comunità culturale catalana, e nel 2006 quando accettò il .tel. Adesso altre regioni spagnole, come Galizia (.gal), Paesi Baschi (.eus) e León (.lli) aspirano ad avere un’estensione di dominio propria, così come città come Barcellona (.bcn), Madrid (.madrid), Valencia (.val), Parigi, Berlino e New York (.nyc), tra tante altre.
Anche il .xxx spera vincere le ultime resistenze politiche e poter così essere utilizzato per identificare i siti web con contenuto pornografico, dopo aver ricevuto una prima approvazione il passato agosto.
Se si approva il processo di creazione di nuovi domini, il prossimo mese di Maggio si presenteranno le candidature. Ogni aspirante non solo deve compiere determinati requisiti legali e tecnici, ma anche deve pagare 185.000 dollari per i costi di analisi di fattibilità. Infatti, ICANN vuole che il processo sia ordinato e garantire che dietro ad ogni dominio approvato esista realmente una comunità che lo appoggi e ne estenda l’uso.
ICANN sostiene che questo ampliamento massivo di domini stimolerà l’innovazione in Internet. Però non tutti sono d’accordo, affermando che non è per nulla certo che i nuovi domini aggiungeranno qualcosa a Internet. Quello che sì sembra ovvio è che alcuni sapranno trarne grandi vantaggi economici, perché molte imprese si vedranno obbligate a comprare le nuove terminazioni di dominio dei suoi Marchi per proteggersi.
I nuovi domini generici, internazionali e culturali permettono l’uso multilingue di Internet. Inoltre che esistano domini che possono aggruppare diversi siti web per tema (per esempio il .music) teoricamente è un vantaggio.
Eppure, quello che si teme è che questa nuova gran dispersione di nomi di domini in tanti differenti terminazioni altro non farà che aumentare la dipendenza degli utenti dai motori di ricerca, ovvero da Google, poiché sarà assai improbabile che tutti gli utenti di Internet si ricordino quale tra le più di 100 terminazioni sarà il dominio che vuole visitare.