Le direzioni Internet stanno per terminare. Tutta l’industria deve agire.

IPv6 LogoLorenzo Colitti, ingegnere capo dei sistemi di Google, fu l’incaricato di redattare il post della compagnia di Cupertino in cui Google annuncia la sua partecipazione alla Giornata Mondiale dell’Ipv6, un esperimento per testare quanto è pronto il motore di ricerca più usato al mondo al cambio di protocollo Internet.

Infatti, i 4.200 milioni di direzioni web disponibili con il sistema attuale, Ipv4, stanno per finire. Per questo motivo, molte imprese il prossimo 8 giugno proveranno “live” come funzionano con il protocollo che lo sostituirà: l’Ipv6.

Così, per 24 ore, Google e altri grandi nomi come Facebook e Yahoo!, abiliteranno Ipv6 nei loro siti principali. Lo faranno perché, affinché la transizione abbia successo e come dice Colitti, tutti gli attori del mercato di Internet devono agire.

Ecco cosa ci ha detto Lorenzo Colitti.

Domanda: Perché quei 4.200 milioni di direzioni Ipv4 sono terminate così rapidamente? Forse si deve a una cattiva gestione da parte dell’NRO (Numbers Resource Organization)?

Risposta: Il fatto è che le direzioni Ipv4 stanno esaurendosi per il fenomenale successo di Internet, e Ipv4 non fornisce un numero sufficiente di direzioni per tutti i dispositivi che si collegano alla Rete. Pertanto, Ipv6 è essenziale perché il Web continui a crescere con il ritmo attuale nei prossimi decenni.

Fin dalla sua creazione, l’NRO e la comunità RIR (Regional Internet Registry) hanno svolto un ruolo critico nella conservazione delle direzioni IPv4 attraverso l’applicazione di politiche di direzione appropriate. Questo a fatto sì che le funeste previsioni degli anni ’90 non si sono avverate.

D: E di chi è la maggior responsabilità nella transizione da IPv4 a IPv6? Le compagnie di Internet, i fornitori di servizio, i governi…?

R.: Tutti gli attori di rilievo nell’industria di Internet dovranno collaborare per assicurare un passaggio senza problemi. Per esempio, i fornitori di servizio dovranno far sì che la connettività IPv6 sia disponibile per gli utenti; le compagnie Web dovranno offrire i loro servizi attraverso IPv6; i creatori di sistemi operativi dovranno implementare attualizzazioni di software specifiche; e può essere che i grandi fornitori debbano stabilire l’intercambio di IPv6 tra loro e i creatori di hardware dovranno attualizzare i loro “firmware”.

D.: In realtà di IPv6 si sta già parlando da anni. Perché, però, si è tardato tanto in divenire una realtà?

R.: Abbiamo visto un progresso verso l’adozione di IPv6, però indubbiamente manca ancora molta strada da percorrere. Per esempio, le ultime statistiche di Google mostrano che solo uno 0,2% degli utenti ha accesso a connessioni IPv6. Personalmente sono ottimista e credo che la transizione avrà luogo; è solo questione di quanto rapidamente e quanto facilmente. La nostra speranza è che la Gioranta Mondiale dell’IPv6 aiuti questo processo.

D.: Il test più importante per l’IPv6, quindi, è il prossimo 8 giugno. Noteranno gli utenti qualche tipo di cambio? Come influirà questo nella loro quotidiana vita online?

R.: Uno degli obiettivi del Giorno Mondiale dell’IPv6 è di mettere in luce i potenziali problemi in condizioni controllate e prendere le dovute misure il prima possibile. La gran maggioranza degli utenti (il 99,95%) dovrebbe poter accedere ai servizi web come sempre, però, in alcuni casi, sistemi di rete mal configurati o che funzionano in modo incorretto, specialmente le reti domestiche, potrebbero pregiudicare l’accesso ai siti che parteciperanno a questo evento.

Le stime attuali dicono che uno 0,05% degli utenti potrà sperimentare questo genere di problemi, però le organizzazioni partecipanti lavoreranno con i creatori di sistemi operativi, fabbricanti di routers e fornitori di Internet per minimizzare il numero di utenti danneggiati.

I partecipanti, inoltre, lavoreranno insieme per proporzionare strumenti con cui individuare i problemi e per suggerire soluzioni anticipatamente.

D.: Che conseguenze potranno sperimentare gli utenti se si ritarda la transizione a IPv6?

R.: IPv6 è importantissima per conservare il Web così come lo conosciamo. Google appoggia IPv6 per questo motivo. Internet è come una festa in una casa in cui non rimane molto più spazio per nuovi invitati. IPv6 è la soluzione per ingrandire questo spazio e, quindi, far continuare a crescere Internet.

Esistono alternative a IPv6, ma tutte hanno costi maggiori e riducono la funzionalità e l’apertura che Internet possiede adesso.

Speriamo che molti più siti si aggiungano a Google e agli altri partecipanti alla Giornata Mondiale di IPv6. Cambiare la lingua con cui ogni dispositivo parla in Internet è un’impresa enorme, però è essenziale per assicurare una Rete aperta e robusta durante i prossimi decenni.